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Noi Non Concordiamo

Noi Non Concordiamo

SE PER IL VATICANO IL DDL ZAN VIOLA IL CONCORDATO, ALLORA FORSE E’ IL CASO DI ABOLIRE IL CONCORDATO.

Siamo di fronte ad una nuova ingerenza vaticana nei confronti della politica italiana: secondo una nota dello Stato del Vaticano l’approvazione del DDL contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo determinerebbe addirittura(!) una violazione del Concordato in merito ai principi di libertà di pensiero dei cattolici e all’obbligo(?) per le scuole cattoliche di dover organizzare la giornata internazionale del 17 maggio.

Una richiesta di modifica inaccettabile che rinforza chi già si oppone a questa legge e a chi ne chiede variazioni che ne svuotino il senso o, peggio, escludano persone, come nel caso dell’identità di genere.

Dopo 25 anni di lotte e di fronte ad un testo che rappresenta già una mediazione nel suo testo unico votato alla Camera, non siamo dispostǝ a tollerare alcun compromesso ulteriore tanto meno l’ingerenza del mondo religioso. Non accetteremo alcuna pressione da parte di uno Stato estero nei confronti del percorso parlamentare di una legge di uno Stato sovrano quale è l’Italia.

Il DDL Zan è una legge di civiltà che mira a riconoscere la dignità delle persone LGBTIQ+, delle donne e delle persone disabili, vittime di un odio strutturale che necessità di una battaglia che non è solo politica e giuridica ma anche necessariamente e intrinsecamente sociale e culturale. Per questo serve agire anche nelle scuole.

Con buona pace del Vaticano e dei suoi privilegi. Anche le scuole paritarie cattoliche non potranno più essere esenti dal rispetto dei diritti umani delle persone LGBTIQ+ e dovranno adeguarsi ad una legge dello Stato. Sarà fondamentale per evitare anche che per anni, ad esempio, si portino avanti programmi di educazione sessuale che ancora riportano l’omosessualità come un disturbo come nel caso della paritaria di Bergamo.

Gran parte della politica ha già aperto per ascoltare le opinioni vaticane (salvo alcune eccezioni che testimoniano un barlume di speranza). Allora è giusto precisare nei confronti della politica che si è già dichiarata pronta a confrontarsi sulle questioni che per il Vaticano sarebbero in contrasto con il Concordato, che la Chiesa non può mettere veti sulle nostre vite. Serve Laicità, serve coraggio, serve la volontà di approvare una legge che una fetta di cittadine e cittadini aspettano da troppi anni mentre intorno a noi l’odio aumenta e il rischio di essere offesi, discriminati, picchiati è quotidiano.

E se davvero il Concordato, un accordo bilaterale basato sul concetto di privilegio, fosse un ostacolo al DDL Zan, allora forse è davvero arrivato il momento di abolire il Concordato.

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