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Povia, Luca e Sanremo 2009

Povia, Luca e Sanremo 2009

Gianmarco Capogna

È il 2009, siamo alla 59esima edizione del Festival di Sanremo andato in onda dal 17 al 21 febbraio. Alla conduzione, nella sua seconda edizione, c’è Paolo Bonolis accompagnato da Luca Laurenti e con la partecipazione di diversi co-conduttori tra cui Eleonora Abbagnato, Thiago Alver, Gabriella Passion e, nella serata finale, David Gandy e nientepopodimeno che Maria De Filippi.

Fu l’anno del trionfo di Marco Carta, ex Amici, nella categoria Big (in quella edizione chiamata semplicemente ARTISTI) e di Arisa, ora Amici, nella sezione Proposte (quella composta dagli emergenti per capirci). Si esatto è proprio l’anno di “Tu sarai la forza mia” e “Sincerità”.

Ma, c’è un grande MA. La 59esiva edizione del Festival è anche quella del controverso secondo posto di Povia con la canzone “Luca era gay”. Proviamo a ricostruire il testo e, per fare questo, basiamoci solo su quanto riportato su Wikipedia come dichiarazioni dell’autore.

È la storia di un uomo (il “Luca” del titolo) che in seguito ad una situazione familiare difficile diviene omosessuale.  Il protagonista del brano, infatti, soffre per la lontananza del padre, ed è influenzato dall’attaccamento morboso della madre e dalle sue parole “non sposarti mai”, tanto da sentire di tradirla se mai dovesse avere una relazione con un’altra donna. Tuttavia alla fine l’uomo conosce una donna, la sposa e ha dei figli da lei.

Se non sapessimo che davvero c’è una canzone che è arrivata seconda al Festival di Sanremo potremmo quasi riderci su sulla trama appena raccontata. E invece no. La canzone esiste, è arrivata seconda, ha vinto il premio sala stampa, e addirittura il premio mogol 2009 per miglior testo. Se ci si pensa a mente fredda potremmo stupirci che non siano riusciti a trovare una canzone migliore.

L’annuncio del brano arriva alla fine del 2008 e scatena, a buon ragione, le critiche da parte del movimento LGBTI, in primis Arcigay e Agedo. Franco Grillini interviene anche durante la Kermesse per ribadire che i gay sono felici e non c’è nulla da curare o peggio percorsi capaci di riportare all’eterosessualità. Non c’è nemmeno un qualche riferimento attendibile nell’affermare che eventuali traumi, questioni legati all’infanzia o alla crescita, possono in qualche modo influenzare il nostro orientamento o la nostra identità.

Le associazioni riescono addirittura anche ad organizzare una manifestazione a Sanremo durante i giorni del Festival.

Se pensiamo all’evoluzione del Festival, di pari passo con passaggi importanti in Italia, un esempio su tutto i fiocchi arcobaleno nell’anno delle unioni civili, quella di “Luca era gay” sembra un’epoca fa, passata.

Invece, quella canzone ha segnato per anni il dibattito culturale ed è stato anche usato spesso dalle associazioni cattoliche e contrarie alla comunità per ribadire che è addirittura possibile cambiare, guarire dall’omosessualità.

Un tema su cui invece vale la pena essere estremamente chiari nel dire che le terapie di conversione sono un pratica barbara e che in noi persone LGBTQI+ non c’è nulla da curare o guarire. Oggi, dodici anni dopo esiste una richiesta di moratoria internazionale lanciata dall’ONU per chiedere la messa al bando globale di queste pratiche e anche in Italia c’è la possibilità di sostenere una mobilitazione che lo chiede firmando sulla piattaforma online di ALL OUT.

Luca Era Gay Adesso Sta con Lei riecheggia ancora come un eco dal 2009 ed è stata, sicuramente in negativo per la comunità, uno dei tanti momenti politici del Festival. Povia, infatti, già nel 2007 aveva partecipato al Family Day dichiarando la propria contrarietà ai DICO affermando la centralità della famiglia tradizionale. Anche per questo la sua canzone fu subito percepita male dalla comunità e del movimento.

Tornando, infine, all’Ariston in quel 2009, è giusto anche ricordare che la querelle intorno a Povia non si esaurì solo al dibattito con le associazioni. Alcuni artisti durante la serata finale, mostrarono un triangolo rosa, per contrapporsi alle polemiche suscitate dalla canzone. Parliamo di Paolo Belli, Arisa e gli Afterhours, e, a sorpresa, anche lo stesso Povia che aveva accompagnato ognuna delle cinque performance con un cartello riportante una sua massima tra cui, anche, una discutibile, “serenità è meglio di felicità” che sembrò agli occhi di tutti la sua risposta alle dichiarazioni di Franco Grillini durante la prima serata.

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