Now Reading
Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa significa per la Comunità LGBTQIA+?

Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Cosa significa per la Comunità LGBTQIA+?

Dopo un lungo e lento scrutinio, possiamo finalmente dire che Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti e Kamala Harris è la prima donna vicepresidente.

Aver scansato l’ennesima brutta notizia di questo 2020 ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tantissime persone, specialmente a chi fa parte di una minoranza. Insomma, se non sei un maschio cisgender bianco eterosessuale è molto probabile che tu sia contento che Donald Trump non abbia vinto. Non solo perché Donald Trump è… Donald Trump, ma soprattutto perché il nuovo presidente è Joe Biden.

Se su tanti altri temi le posizioni di Biden non sono sicuramente quelle di un’estremista di sinistra, nonostante la narrativa debole che il suo avversario alle elezioni ha provato a costruire attorno a lui, sui diritti delle persone LGBTQIA+, il nostro Joe è sempre stato molto schierato e genuino.

Vi ricorderete di quando, ai tempi in cui era vicepresidente di Barack Obama, Biden fece una sorta di gaffe, mostrandosi molto più aperto ai matrimonio tra persone LGBTQIA+, forzando la mano dell’allora presidente (se la cosa vi interessa, vi consigliamo “Papà fammi una promessa”, l’autobiografia di Biden, in cui tra varie cose si parla anche proprio di quell’episodio, contestualizzandolo molto bene nel modo in cui il neo-eletto approccia il tema dei diritti civili).

“Who do you love? Who do you love? And will you be loyal to the person you love? And that’s what people are finding out is what all marriages, at their root, are about.”

—Joe Biden, “Meet the Press,” May 6, 2012

Era l’anno 2012 e, in quell’anno, Obama non era pronto a schierarsi sul tema come lo era il suo vice. Ora il suo vice è presidente e succede dopo quattro anni bui e difficili per la comunità LGBTQIA+, in particolare modo per le persone trans che hanno visto misure discriminatorie comparire ovunque e una spirale di violenza costantemente in crescita, con un gravissimo e dolorosissimo record tra gli omicidi delle donne trans della comunità BIPOC.

Se è vero che i programmi e la campagna elettorale sono una cosa e la politica di tutti giorni è un’altra, almeno capire il punto di partenza (da cui si può sempre fare peggio o meglio) è in ogni caso importante. Nel suo programma, oltre a ricordare la lunga vicinanza e apertura del dem alla comunità LGBTQIA+, vengono riportati alcuni principi fondamentali ma non scontati su cui Biden intende porsi come alleato e promotore attivo di un’America più inclusiva. In particolare, Biden si è impegnato a far approvare l’Equality Act entro i primi 100 giorni della sua amministrazione: si tratterebbe di porre una pietra importante per garantire l’eguaglianza di tutt* davanti alla legge (ricordiamo, però che questo non significa necessariamente che, anche se ciò dovesse avvenire, le cose cambino radicalmente perché tra Stato federale e singoli Stati non sempre ci sono allineamenti 1:1, senza contare il ruolo della Corte Suprema alla luce dell’ultima nomina voluta dai Repubblicani).

Non solo, Biden nel suo programma vuole anche più rappresentazione per le minoranze LGBTQIA+ negli organi federali e che per questo motivo farà nomine che rappresentino in maniera più vera la diversità dell’America, spingendo anche sui valori di rispetto che questi officials dovranno avere per i diritti civili. Ovviamente nel programma non manca tutta una serie di impegni che vanno ad annullare ciò che Trump ha fatto contro la comunità LGBTQIA+: dalle forze armate ai programmi per i veterani, alle policy che difendono le persone HIV+, da incentivi economici per attività imprenditoriali all’interno della comunità alla sicurezza delle persone LGBTQIA+ da violenza fisiche e non. Se avete tempo, leggete il testo integrale perché è molto importante e anche scritto bene, cosa non sempre scontata. Uno dei temi su cui Biden è molto caldo, però, è l’importanza delle famiglie e dei giovani LGBTQIA+. The Biden Foundation aveva già lanciato due anni fa una campagna chiamata #AsYouAre che spinge proprio sul tema dell’accoglienza dei giovani della comunità all’interno della propria famiglia, attraverso educazione e programmi mirati di sostegno.

C’è chi vi dirà che Biden, come tanti, ha un programma LGBTQIA+ solo perché necessario, che in realtà non è interessato a questi temi. Alcuni dibattiti sono stati effettivamente condotti non in maniera brillante da Joe, ma tra questo e le accuse di pinkwashing con il solo scopo di ottenere voti ce ne passa. Molti utilizzano voti fatti oltre 40 anni fa per giudicare oggi chi è Joe Biden e come si posiziona come ally della Comunità. Non ha nessun senso politicamente e ideologicamente. Le persone cambiano, si informano, crescono anche a seguito delle pressioni e dell’avanzamento della società stessa. Se ci chiediamo se il neo-eletto presidente sia il più grande attivista che la comunità LGBTQIA+ potesse mai avere al suo fianco, la risposta è ovviamente negativa. Ma per essere un uomo bianco eterosessuale borghese di 77 anni, Biden è uno che da sempre crede e vuole un’America più uguale per tutt*, che siano i membri della comunità BIPOC (da cui è molto amato) o che siano i membri della Comunità LGBTQIA+ di cui è sempre stato alleato. Sì, al costo di mettere in imbarazzo un ben più tiepido Obama sul tema nel 2012, come accennavamo prima. Non si esprimerà sempre nel migliore dei modi possibili (in questo video parla per esempio di “scelta” mentre dice però cose giustissime), ma nel sapere che una delle potenze più grandi al mondo avrà alla sua guida qualcuno che ha a cuore in maniera genuina i miei diritti siamo molto più sereni. Oggi possiamo sorridere, è un giorno migliore per tutt*.

Per approfondire:
Behind Joe Biden’s Evolution on L.G.B.T.Q. Rights
https://www.nytimes.com/2020/06/21/us/politics/biden-gay-rights-lgbt.html

What's Your Reaction?
Excited
0
Happy
1
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2020 Queer Magazine

Scroll To Top