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Omolesbobitransfobia, giorni decisivi per il ddl Zan

Omolesbobitransfobia, giorni decisivi per il ddl Zan

Gianmarco Capogna

Inizia quella che si prospetta essere l’ultima settimana del ddl alla Camera a prima firma Zan che introdurrà nel nostro ordinamento una tutela per le vittime di discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Un testo, quello in discussione, che la comunità LGBTQI attende da circa 25 anni e che non si è riusciti mai ad approvare prima nonostante diversi tentativi anche nelle passate legislature.

Anche l’iter del ddl presentato da Alessandro Zan, deputato del Partito Democratico, ha avuto un iter tutt’altro che semplice: il testo nasce dalla sintesi di diverse proposte presentate in Parlamento dalle forze che oggi compongono la maggioranza e dall’inizio del 2020 si lavora per una unificazione che doveva arrivare in discussione già agli inizi della scorsa primavera ma poi slittato per la situazione COVID. Solo in estate si è arrivati alla presentazione del testo unico che è stato esteso, raccogliendo alcune importanti indicazioni, anche alla misoginia.

Le opposizioni hanno dato battaglia con ostruzionismo e centinaia di emendamenti durante la cui discussione, come sempre accade quando si parla di questioni LGBTQI+, abbiamo dovuto assistere a dichiarazioni a volte anche di chiaro stampo denigratorio e offensivo. In queste ultime settimane di dibattito, anche parlamentare, abbiamo ascoltato bassezze che non fanno onore ad una discussione nelle istituzioni repubblicane. Ma la nostra comunità è forte, resistente e resiliente, e dopo anni di battaglie chiediamo di ottenere una legge seria, moderna, europea, capace di tutelare le nostre vite e rendere giustizia alla nostra dignità per sapere che lo Stato è pronto a garantire la nostra sicurezza e a riconoscere che esistiamo.

Nell’iter alla Camera si è inoltre votato un emendamento che estende la tutela della legge anche all’abilismo, le discriminazioni rivolte alle persone diversamente abili. Un passo giusto che va nella direzione delle strategie quadro presenti in altri Stati dell’Unione Europea: l’odio e le discriminazioni sono spesso molteplici e interconnesse, in una sola parola, intersezionali.

Martedì è previsto il proseguo del voto sul ddl Zan, con l’ipotesi anche di proseguire anche nelle giornate di mercoledì e giovedì in caso di ritardi o ostruzionismo. L’obiettivo è chiaro: votare e licenziare il testo alla Camera prima dell’esame della legge di bilancio che occuperà la quasi totalità dei prossimi mesi. In questo modo agli inizi del 2021 il testo potrà passare al Senato dove inizierà una battaglia all’ultimo voto per blindare il ddl e approvarlo in maniera definitiva.

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In tutto ciò, da nord a sud in Italia si susseguono sempre più frequenti i casi di omolesbobitransfobia che fanno emergere la drammaticità della situazione. Viviamo in un Paese che non è sicuramente a misura di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, queer, intersex. Troppo spesso viviamo nella paura, un sentimento che quotidianamente attraversa le nostre vite e che siamo stufi di dover provare.

Per questo chiediamo un gesto di responsabilità al Parlamento affinché approvi nel minor tempo possibile una legge contro l’omolesbobitransfobia, la misogina e l’abilismo: perché non vogliamo più avere paura, perché chiediamo sicurezza, tutela e, soprattutto, pieno riconoscimento.

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