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Tormentoni estivi, musica per tutte le (belle) stagioni

Tormentoni estivi, musica per tutte le (belle) stagioni

Davide Mannone

Li chiamiamo ‘tormentoni’, quelli che da oltre mezzo secolo compongono la colonna sonora della nostra estate, della vacanza con gli amici, delle serate in discoteca e adesso anche dei nostri video su Instagram e Tik Tok.

Ci stavamo abituando all’idea di doverne fare a meno nel 2020. Ma per fortuna, o la sfortuna di altri, le cose stanno andando diversamente. Certo, la ripartenza è stata un po’ timida e lenta. Ma i più coraggiosi hanno abbattuto il muro dell’incertezza e, uno dopo l’altro, quasi non ci si è accorti di essere in un luglio post-quarantena.

Difficile oggi immaginare la loro assenza durante la bella stagione. Eppure il concetto stesso di tormentone stava diventato obsoleto, quasi retrò. Incapace di aggrapparsi alla massa e competere con i grandi successi precedenti che risuonavano nelle radio o al Festivalbar. Qualcuno attribuiva la colpa al web, senza però considerare che internet stesso, forse, ha contribuito a tenere viva quest’idea attraverso la condivisone globale, in tutte le sue forme, di nuovi fenomeni musicali. ‘Call me maybe’ (2012) vi dice niente?

Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato. È tornata la caccia al tormentone, come se fossimo saliti sulla macchina del tempo e avessimo avviato una perfetta operazione nostalgia. Il merito probabilmente va ricercato nelle produzioni di casa nostra che, nel bene o nel male, sono tornate a conquistare i gusti di tutti le età e, diciamocelo, saranno sempre più facili da canticchiare e memorizzare anche se non lo vogliamo.

Al centro di questo fenomeno ritrovato ci sono diversi matrimoni artistici. Non a caso, squadra che vince non si cambia. Qualche esempio? Boomdabash e Alessandra Amoroso, quest’estate onnipresenti con ‘Karaoke’, oppure Giusy Ferreri insieme alla coppia di produttori Takagi e Ketra; a questi ultimi due va il merito di aver svecchiato l’idea del tormentone classico.

Che dire invece di Fabio Rovazzi? La testimonianza che oggi non bisogna essere per forza ‘del settore’. Al contrario, vince la libertà creativa che senza internet sarebbe rimasta inespressa per lui come per tanti altri.

C’è chi invece ha trovato il tormentone nel nuovo pop, quello dei cantautori come Calcutta o Tommaso Paradiso, già leader dei The Giornalisti. È colpa sua e dei suoi ex compagni se abbiamo sdoganato i messaggi vocali di dieci minuti o restituito a Riccione un po’ di visibilità gratuita.

La lista dei protagonisti che non dimenticheremo in questi ultimi anni è sicuramente lunga, da (Yo!) Baby K a J-Ax passando per Luis Fonsi ed Enrique Iglesias. Ma quello che ci sta insegnando questa estate anomala è che i tormentoni (e il futuro della musica latina) sono più vivi che mai.

PS: Qualcuno ha visto Alvaro Soler?

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