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Al mondo associativo LGBTI+ presente nelle università italiane devo molto

Al mondo associativo LGBTI+ presente nelle università italiane devo molto

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Nei miei anni da studente di giurisprudenza il gruppo di cui ho fatto parte – si chiama B.E.St. – è stato sotto molti aspetti una seconda casa, un rifugio sicuro, un supporto per conquistare maggiore autostima e una palestra (metaforica, non faccio sport da quando la Lega Nord era ancora al 4%) per le centinaia di esperienze accumulate, per gli errori fatti, per le litigate furiose e per l’esercizio (a volte difficilissimo) dello stare insieme per fare attivismo.

In questo mese del Pride così particolare ho pensato fosse giusto prendersi un po’ di tempo per dare spazio questo microcosmo così variegato e per analizzare il rapporto tra mondo universitario e Pride. Ho scelto due associazioni su base puramente causale, quindi spero di non far arrabbiare le realtà non citate che conosco e adoro follemente.

Partiamo da PoliEdro, l’associazione che fa attivismo all’interno del Politecnico di Milano.

L’idea di costituire una realtà LGBTI+ nell’ateneo è nata nel 2012 grazie ad un gruppo di studenti e studentesse: la crescita di PoliEdro è stata costante nel tempo e già da alcuni anni, grazie al supporto e alla collaborazione delle varie anime presenti all’interno dell’Università, viene organizzata la PoliMi Pride Week.

L’associazione ci tiene particolarmente a ribadirlo:

Collaborazione è un po’ la parola chiave di questa serie di eventi ed è quella che rappresenta anche la natura della PoliMi Pride Week. Crediamo molto nella collaborazione tra tutte le diversità e tra tutte le minoranze presenti all’interno dell’ambiente universitario. È importante anche dialogare con chi può definirsi un alleato della comunità LGBTI+, così da poter raggiungere traguardi importanti insieme.

Come avete affrontato l’organizzazione del Pride Month durante una pandemia?

La PoliMi Pride Week, pur essendo stata organizzata in un momento storico così particolare, è stata accolta con entusiasmo sia dagli uffici del Politecnico sia dai rappresentanti degli studenti. Dovendo fronteggiare la pandemia, PoliEdro ha organizzato diversi eventi online con ospiti da tutta Italia e dall’estero, inoltre pochi giorni fa è stata inaugurata una panchina arcobaleno all’interno della storica sede in piazza Leonardo da Vinci. Ma questa Pride Week non si è limitata soltanto agli eventi!
Tutta la comunità del Politecnico – corpo studentesco, personale tecnico-amministrativo e faculty – ha voluto mostrare il proprio sostegno mettendoci la faccia. Il Politecnico, infatti, sta collezionando diverse immagini per creare una photo wall a tema Pride, che verrà mostrata alla fine della settimana. Non vediamo l’ora!

Lasciamo la location meneghina per parlare con UniCa LGBT, l’associazione studentesca nata a settembre 2014 all’interno dell’Università degli Studi di Cagliari.

Come sono i rapporti con l’Alma mater?

L’ateneo ha dimostrato in varie occasioni quanto sia interessato alla creazione di un ambiente sempre più inclusivo e attento al tema LGBTI+. Il patrocinio dell’Università per gli eventi che organizziamo è una scelta importante in questa direzione, perché conferisce grande risalto anche a livello formale. Rendere le questioni LGBTI+ parte integrante della formazione e della vita accademica è sicuramente utile a tutta la comunità.

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Oltre al patrocinio in che modo l’Università mostra vicinanza?

Il supporto è espresso in maniera molto attiva: la Rettrice ha presenziato ad una conferenza che abbiamo organizzato lo scorso anno sul concetto di discriminazione. Inoltre, i/le docenti che contattiamo in qualità di relatori per i nostri eventi si dimostrano sempre molto disponibili e attenti alle tematiche trattate. E chiaramente possiamo utilizzare gli spazi universitari per organizzare e pubblicizzare queste attività.

E per il mese del Pride?

Per quanto riguarda il Pride, nello specifico, non c’è stata una collaborazione diretta: si potrebbe dire, tuttavia, che siamo noi ad essere l’espressione e la rappresentazione della realtà universitaria di Cagliari durante la marcia e per tutto ciò che ruota attorno all’organizzazione dell’evento.

Ringrazio entrambe le associazioni per aver ritagliato un po’ di tempo per parlare con Queer Magazine pur trovandosi nel mezzo della sessione estiva più “strana” degli ultimi anni. In bocca al  lupo per i prossimi esami e grazie per tenere alta la bandiera del gender nelle nostre università!

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