Now Reading
Localizzare i servizi alle persone transgender: l’obiettivo ambizioso di Brianza Oltre l’Arcobaleno

Localizzare i servizi alle persone transgender: l’obiettivo ambizioso di Brianza Oltre l’Arcobaleno

Christian Leonardo Cristalli

Abbiamo intervistato Diego Angelo Cricelli del BOA – Brianza Oltre l’Arcobaleno, per farci raccontare come funzionano i servizi nell’area brianzola.

Come, dove, quando e perché nasce BOA?

BOA si costituisce nell’ottobre del 2019, dopo il primo Pride brianzolo. A seguito delle forti alleanze createsi all’interno del gruppo che ha sviluppato il Pride è nata Brianza Oltre l’Arcobaleno. Questa associazione viene dall’esigenza comune di creare uno spazio di accoglienza e di incontro anche nel territorio brianzolo, poiché, attualmente, la maggioranza delle associazioni LGBTQI+ sono a Milano. L’obiettivo è costruire un luogo sicuro e inclusivo per la comunità LGBTQI+, per la difesa del diritto alla libertà di espressione, ma non solo: un luogo in cui chiunque subisca violenza, discriminazione o disservizi, trovi conforto, supporto e la giusta professionalità.

Per questo “oltre l’arcobaleno”: non è solo per la comunità LGBTQI+ il nostro sforzo, poiché l’inclusività è uno dei principi fondamentali dell’associazione.

Vogliamo diventare un punto di riferimento per coloro che cercano un aiuto concreto ed essere una congiunzione tra istituzioni e comunità in Brianza. Per questo, il nostro primo evento istituzionale è avvenuto in occasione del TDoR dello scorso anno, in cui ottimo è stato il dialogo tra il nostro direttivo e l’amministrazione comunale di Desio, che ci ha permesso di dare vita ad un evento di estrema importanza, specialmente per la comunità trans*. Inoltre, il Comune ha favorevolmente accolto una futura collaborazione per poter portare nelle scuole progetti di comunicazione orizzontale che sviluppino argomenti sensibili come l’affettività, l’accoglienza, la discriminazione e il bullismo.

Quali sono i servizi offerti dalla vostra associazione?

Organizziamo servizi d’ascolto, eventi di informazione e formazione, così come serate di aggregazione dove la parola d’ordine è “divertimento”.

Anche adesso, in un momento di costrizione sociale, abbiamo voluto rimanere accanto ai nostri associati, mettendo in moto un servizio di ascolto telematico e creando delle rubriche per informare e conoscerci; come “Chiedilo all’espert*”, in cui abbiamo parlato di argomenti importanti quali l’identità di genere, l’orientamento sessuale, gli stereotipi e la legge, o “C’era una volta…”, in cui intervisteremo tutt* coloro che vogliono condividere le loro storie con la comunità e per la comunità.

Stiamo cercando di dare il via ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto sempre in via telematica, considerando che, purtroppo, sarà difficile avviarli dal vivo nel breve periodo e che la comunità necessita di un interscambio protetto in cui poter dare voce alle proprie inquietudini e in cui trovare altrettante voci amiche a proprio sostegno.

Abbiamo all’interno del direttivo un genitore che è membro dell’associazione AGEDO Milano che sta lavorando con loro per poter sviluppare gruppi di ascolto coi genitori anche in Brianza, proprio per l’obiettivo di localizzare i servizi ed evitare all’utenza disagi dovuti alla distanza tra il territorio brianzolo e quello milanese.

Ci piacerebbe, infine, collaborare con le associazioni che si occupano di violenza e sfruttamento delle donne, poiché sono temi che colpiscono anche la comunità LGBTQI+. Stiamo quindi cercando di essere una rete di aiuto e sostegno a 360°.

Come mai, tu che non sei della Brianza, hai sentito l’esigenza di militare in questa associazione?

Ho visto in BOA l’occasione e l’opportunità di portare avanti un progetto che ho a cuore da sempre: estendere la fruizione dei servizi sanitari, specialmente, ma anche di supporto, nella provincia, facendo in modo che non sia solo Milano l’unico luogo deputato per l’ascolto, l’accoglienza o per le prestazioni sanitarie specifiche. Attualmente, infatti, la città di Milano dispone di molte associazioni LGBTQI+ la cui utenza proviene da varie province (non solo quella milanese) e solo l’ospedale Niguarda di Milano offre alle persone transgender tramite SSN la possibilità di intraprendere il percorso di transizione. Tengo a specificare che questo ospedale, essendo l’unico in grado di fornire questo tipo di assistenza sanitaria, accoglie persone provenienti da tutta la Lombardia, causando l’inevitabile allungamento dei tempi di attesa, dovuti all’enorme numero di utenti che vi si rivolgono. Considerando che ogni ospedale ha un reparto di psicologia e di endocrinologia, si dovrebbe essere in grado di offrire i propri spazi ed i propri professionisti per i percorsi di transizione, non solo in tutta la regione, ma anche in tutto il territorio nazionale. Per questo motivo sto lavorando con BOA per ottenere negli ospedali brianzoli una replica del servizio che fornisce all’utenza l’ospedale Niguarda, unico punto di accesso che al momento la Lombardia offre. Questo sarà sia un vantaggio per la comunità che per gli ospedali stessi, a nostro parere, in quanto permetterà all’utenza di avere meno disagi dovuti alle lunghe attese e alle spese di spostamento, e agli ospedali di allargare il proprio bacino d’utenza.

See Also
See Also

Io, ad esempio, ho scelto la via del privato e non del pubblico, proprio perché avevo ricevuto molti feedback negativi da chi usufruiva dei servizi dell’ospedale Niguarda e perché nella mia zona non c’era nessun altro ospedale che avesse mai sviluppato un simile progetto.

Anche il privato, comunque, è usufruibile solo a Milano, dato che in provincia non ci sono abbastanza professionisti con un’esperienza tale da poter implementare questa tipologia di servizio in loco. Sotto questo profilo BOA intende creare una rete di professionisti formati, che siano in grado di offrire la migliore prestazione ad un costo convenzionato che non sfavorisca l’utenza stessa, rispetto ai costi del SSN.

Io approfitto per ringraziare BOA, perché mi ha permesso di potermi attivare per cercare di portare avanti questo importante progetto, che insieme condividiamo.

Cosa vi ha spinto a entrare nel progetto di TransVisioni?

Esattamente come per il progetto BOA di localizzare in Brianza i servizi di cui dispone Milano, riteniamo importante che un confronto tra tutte le realtà locali possa portare la costruzione di una rete nazionale tale da migliorare la qualità dei servizi su tutto il territorio. In più è necessario che le realtà dialoghino anche per capire il livello dei servizi offerti nella propria località, metterli a confronto con le altre e capire dove implementarli. Lo scambio di informazioni, a nostro parere, è sicuramente un ottimo modo per aumentare velocemente il livello dei servizi offerti, prendendo spunti positivi per cercare di offrire a livello nazionale il più alto servizio possibile a chiunque lo richieda.

Inoltre, l’obiettivo principale di lavorare tutt* insieme al cambiamento della legge 164/82 e alle procedure dei percorsi di transizione, attualmente stabiliti dall’ONIG, è un punto così fondamentale per migliorare il futuro dell’utenza, che non potevamo assolutamente tirarci indietro.

What's Your Reaction?
Excited
3
Happy
0
In Love
1
Not Sure
0
Silly
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2020 Queer Magazine

Scroll To Top