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Primo Soccorso psicologico trans* e gender variant per il Covid-19

Primo Soccorso psicologico trans* e gender variant per il Covid-19

Giulia Giardina e Annalisa Zabonati

L’impatto psicologico legato agli effetti del Covid-19 è riconosciuto essere significativo da molte fonti scientifiche, comportando differenti reazioni psichiche alle attuali condizioni di eccezionalità. L’emergenza sanitaria, insieme alle misure di distanziamento sociale e al confinamento forzato, sono state responsabili dell’insorgenza o dell’accentuazione di sintomi ansiosi e depressivi, stress, reazioni fobiche e psico-somatiche di varia natura, come documentato dai risultati delle prime ricerche svolte in merito.

La popolazione trans e gender variant, nello specifico, è stata toccata dalla situazione di emergenza per l’esacerbazione di forme di disagio già presenti, sia di carattere personale, che legate a ostacoli di carattere istituzionale, burocratico e sociale. Da qui, la proposta del Sat-Pink, associazione di promozione sociale che da dieci anni offre servizi per persone T e GV, di mettere a disposizione la propria équipe psicologica per un Primo Soccorso Psicologico con destinatar* specific*.

Il progetto non si è configurato come servizio di psicologia dell’emergenza, disciplina specialistica che ha finalità e modalità operative diverse. Ha proposto, piuttosto, un intervento di triage psicologico gratuito online per persone T e GV, dedicato all’utenza attualmente non supportata da servizi specialistici.

Il Primo Soccorso Psicologico è stato strutturato intorno alle motivazioni che espongono le persone T e GV a maggiore vulnerabilità, primariamente legata al distanziamento sociale e al confinamento forzato che possono circoscrivere o impedire il confronto diretto con la comunità di riferimento, obbligare le persone a vivere in contesti familiari e/o di coppia talora ostili, rallentare lo svolgersi dei percorsi di transizione medica e legale. In un mese di attività è stato rilevato, infatti, come l’isolamento domiciliare possa comportare soppressione di identità ed espressione di genere in presenza di ambienti sfavorevoli, non supportivi o in cui la persona, per varie circostanze, non esprime liberamente se stessa. Garantire la sicurezza individuale, soprattutto per chi non gode di alternative abitative a quella attuale, può comportare infatti la repressione identitaria.

Se in circostanze consuete le persone T e GV hanno modo di esternare altrove la propria identità, quando sono confinate in spazi condivisi con chi non è loro alleat* temono e/o vivono ripercussioni di varia gravità. Sono esposte direttamente, sono prive di vie di fuga: in questi casi devono sottostare ai vincoli del genere attribuito, con conseguenze significative sul proprio benessere psicoemotivo.

Ulteriore focus del lavoro psicologico è stato quello sull’attesa, esperienza comune e preoccupazione prevalente nelle persone che intraprendono una transizione medicalizzata e legale. Se già in condizioni ordinarie alle persone T è richiesto un notevole esercizio di pazienza, l’attuale emergenza sanitaria sta accentuando le difficoltà legate quindi anche all’attesa. Ragionevolmente, le risorse sanitarie sono state impiegate in altre funzioni, posticipando a tempo indeterminato i servizi accessori come quelli connessi alla transizione medicalizzata (visite mediche e, in particolare, interventi chirurgici).

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Parallelamente, le tempistiche si sono prolungate anche per l’iter legale per la richiesta di conferma anagrafica e di genere e l’autorizzazione agli interventi chirurgici. L’assenza di risposte, prospettive, responsabilità e traguardi che, prima del Covid-19, seppur distanti, era possibile intravedere, ha comportato smarrimento e accentuato la sfiducia sulla possibilità di muovere passi verso la realizzazione personale. In questo senso, compito del nostro servizio è stato anche quello di favorire il dialogo con le altre professionalità coinvolte, attivando le risorse associative per fornire risposte emergenziali ai bisogni “sospesi” delle persone T.

Il riscontro nell’utenza del Primo Soccorso Psicologico è stato significativo, e ha travalicato i confini geografici di operatività del Sat-Pink. Un segnale, questo, che i servizi dedicati alle persone T e GV poggiano su un fragile equilibrio che, in situazioni emergenziali come quella attuale, può essere facilmente compromesso.

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