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Shantay, you stay: perché guardare RuPaul’s Drag Race

Shantay, you stay: perché guardare RuPaul’s Drag Race

Remigio Romano

Shantay, you stay. Se non avete mai sentito questa frase o non sapete cosa vuol dire, questo articolo è per voi. RuPaul’s Drag Race è ormai un fenomeno mondiale, che ha smesso di essere il solito talent show ma pieno di travestiti. Ma perché la sua crescita sembra inarrestabile e sta condizionando la cultura LGBTQI+ e non?

Attualmente la serie è alla dodicesima stagione, con la tredicesima già in produzione. Inoltre, ci sono altre tre serie collegate (All Stars, UK e Thailandia), diversi show su YouTube, esposizioni in fiere enormi, tour mondiali, persino uno show e due film su Netflix. La creatura di RuPaul genera anno dopo anno nuove piccole piattaforme di rappresentazione, dove alcune drag queen portano avanti la bandiera dei diritti o semplicemente sono loro stesse.

Perché, ancora oggi, se sei uomo e metti lo smalto sei protagonista di un gesto fortemente politico. Ancora oggi, devi spiegare che sentirti te stesso dentro passa anche da come ti esprimi fuori. Ancora oggi, gli stereotipi di ciò che associamo ai concetti di uomo e donna sono fortissimi.

Ma per fortuna ogni anno abbiamo qualche dozzina di nuovi artisti pronti a mostrare la naturalezza di essere sé stessi tramite recitazione, ballo, canto e sfide a colpi di design. E ad assistere alle sfide di ogni settimana c’è un esercito crescente di ragazzi e ragazze appassionatissimi, che rivedono loro stessi, si riconoscono in un mezzo (la TV) che sta diventando sempre più spazio esclusivo dei non-giovani. E questo è sicuramente un punto di forza dello show: la rappresentazione su scala nazionale e globale di una parte consistente della società moderna, consapevole di sé e dei propri desideri.

La fama dello show è diventata tale da attirare diverse icone della musica e dello spettacolo, contribuendo ad avvicinare e far partecipare a questo mondo separato (La bolla) tutta una serie di personaggi esterni alla comunità dei Balls ed affini. Anzi, con il ciclico ritorno dei periodi elettorali, lo show chiama a raccolta i fan per promuovere il voto consapevole. Quest’anno tra gli ospiti c’è stata anche la deputata Alexandria Ocasio Cortez, in prima linea nella campagna alla leadership democratica per Bernie Sanders.

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Il merito più grande della serie è sicuramente quello di aver riportato in auge un tipo di spettacolo che era relegato in un angolo della comunità LGBTQI+, classificandolo come fenomeno internazionale e dando spessore ad un’arte che era appannaggio di pochi. Quindi: ancora vi chiedete perché guardare drag race?

Drama? C’è. Lacrime? Pure. Esibizioni di canzoni in lipsync? Sempre. In più, preparatevi allo show con più fari, glitter, colori e termini slang che abbiate mai visto. E finirete nel vortice delle faide tra fan e sarete voi a sperare che la vostra preferita non si senta dire Sashay away.

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