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Bonnie Ann Clyde, la Greta Thunberg del drag

Bonnie Ann Clyde, la Greta Thunberg del drag

Nicola Moscheni

Ha 24 anni, abita vicino all’aeroporto di Dublino e si definisce la “Greta Thunberg del drag”. Bonnie Ann Clyde, all’anagrafe James Keogh, è la prima queen che si è confrontata con il tema ambientale per cercare nuove soluzioni green a proposito del suo make-up.

Il pretesto? Un documentario per RTE (emittente irlandese) che ha chiesto a vari personaggi di farsi delle domande sulla sostenibilità e inserirla all’interno della vita di tutti i giorni. Quattro episodi che hanno coinvolto una band, una neomamma e proprio la drag di Dublino. Il suo compito? Cercare trucchi sfusi (senza packaging) e ridurre così il suo personale impatto ambientale. Le abbiamo chiesto di raccontarci questa esperienza.

Il make-up che inquina

Parlando di trucco, i temi da affrontare sono molti: dalle microplastiche contenute in alcuni prodotti, soprattutto scrub e glitter, al packaging a volte eccessivo, fino ai prodotti monouso, come le salviette struccanti. Il beauty spesso non va a braccetto con l’ambiente.

In primo luogo ci sono le microplastiche: frammenti di dimensioni millimetriche, quasi invisibili, che derivano sia dai prodotti cosmetici e sanitari, sia sono frutto della degradazione per effetto dell’acqua e del sole di contenitori più grandi. Insieme, queste due componenti, che dal nostro lavandino finiscono direttamente in mare, creano una sorta di melma plastica sulla superficie dell’acqua e invadono aree che si estendono dai 700 mila ai 10 milioni di kmq. Stiamo parlando delle famose “isole di plastica” che, come ormai è noto, stanno portando a gravi danni per gli oceani e le specie marine.

Alle microplastiche, che sono appunto una parte di questo disastro ambientale, si aggiungono tutti quei materiali che compongono i contenitori dei prodotti che acquistiamo e tutti quegli oggetti monouso che finiscono nelle nostre discariche o nei mari.

Il trucco attento all’ambiente

Bonnie racconta che utilizza un gran numero di salviette per struccarsi. Considerando il gran quantitativo di trucco che una drag deve mettersi per realizzare i look più incredibili, è ovvio ammettere anche il possente uso di mezzi per struccarsi. La nostra “green queen” ci ha raccontato che prima non faceva caso a queste cose ma girando il documentario si è posta molte domande.

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Le soluzioni erano dietro l’angolo. “Non lo sapevo, la maggior parte delle salviette non sono biodegradabili – racconta Bonnie – abbiamo poi trovato una serie di marche che lo sono. Ora uso solo quelle. Almeno so che si degraderanno non depositandosi nell’ambiente”. Continua poi parlando di altre scoperte: “Non è facile trovare trucchi che non siano venduti in contenitori di plastica. (…) Io ho un kit molto grande, perché sono un make-up artist”. Alla fine però è riuscita a trovare delle palette componibili che potevano fare al caso suo. Non solo, ora sta più attenta a ciò che compra e cerca di non sprecare neanche un grammo di prodotto per poi gettare i contenitori nella raccolta differenziata. Sì, perché in Italia almeno, i trucchi vecchi o scaduti vanno nell’indifferenziato, a meno che la nostra palette non abbia pochi residui. Allora possiamo gettarla nella plastica nel cestino apposito (sempre se è indicato che il contenitore è riciclabile). Questo vale per molti prodotti, non solo per il make-up. Bonnie infatti è diventata molto più attenta a tutto ciò che compra, non solo make-up ma anche l’acqua e il cibo. Ora non fa un acquisto se prima non trova un’alternativa più sostenibile oppure non sia chiaramente indicato la possibilità di riciclare il contenitore.

Piccoli passi

Bonnie Ann Clyde ha appena iniziato il suo percorso per diventare una “Greta Thunberg” tutta lustrini e ombretti e la sua esperienza ci può già insegnare molto. Per essere più sostenibili non è necessario fare grandi azioni o diventare giovani ragazzine con le trecce e attraversare l’oceano in barca per inquinare di meno. Guardiamo alla vita di tutti i giorni, piccoli cambiamenti che fanno comunque la differenza. Senza rendercene conto a quelli se ne aggiungeranno altri e così, giorno dopo giorno, abbasseremo il nostro impatto sull’ambiente. E magari è la volta buona che insieme, ognuno per sé (“ognuno ha un destino” come cantavano le Erredieffe), riusciremo a risolvere questa crisi climatica una volta per tutte.

PS: Finché dura il lockdown, Bonnie è live su Instagram tutti i giovedì dalle 21 alle 22 con un simpatico dj set, andate a trovarla sul suo profilo per un saluto e due salti!

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