Now Reading
1945, storia laterale dell’anno che ha cambiato il mondo

1945, storia laterale dell’anno che ha cambiato il mondo

Angelo Molica Franco

Uno dei cortocircuiti principali quando si parla dell’anno 1945 è di non riuscire a estrarre la Storia della Seconda Guerra Mondiale dalla Storia del mondo, di considerare cioè l’intero corpo temporale dei 365 giorni soltanto come un regesto ordinato di date e fasi del conflitto, di morti e feriti in guerra, di schieramenti e nomi con cui allearsi, di vincitori e vinti, di strascichi e finali, dei quali alla fine non si ricorderanno che istantanee semibuie.

Chi, infatti, pensando al 1945 non visualizza – per via del potere che hanno le immagini di imprimersi nella memoria – il fungo di fumo, chiamato “fungo atomico” delle bombe atomiche del 6 e 9 agosto su Hiroshima e Nagasaki? Le righe dei pigiami degli ebrei dal viso smunto, prigionieri dei campi di concentramento? I carrarmati americani che sfilano per le strade delle città italiane? Il famoso scatto di Alfred Eisenstaedt del bacio a Times Square tra un marinaio e un’infermiera alla fine della Guerra?

Per l’Italia, insieme con altri Stati, il 1945 (nella specifica data del 25 aprile) è anche l’anno della Liberazione. Perché non usare, allora, proprio tale ricorrenza per tentare provocatoriamente di “liberare” (nel suo grado zero di significato) l’anno 1945 dalla (chiamiamola così) dittatura mnemonica della guerra? Attenzione, però, dietro quello che potrebbe sembrare un divertissement, un mero esercizio di astrazione, si cela una verità: è fondamentale separare gli avvenimenti legati al procedere e all’estinguersi poi del conflitto mondiale dall’ordinaria Storia del mondo poiché, nonostante tutto, essa fluisce ininterrotta di una forza più poderosa di qualsivoglia guerra. Non lo è soltanto in virtù del fatto che la suddetta “Storia del mondo” in quanto tale è la Storia dell’uomo, ma perché su questa posizione – provocatoria o paradossale che sia – si fonda la sopravvivenza della vita stessa. Per quanto, infatti, possiamo dirne e discettarne in libertà, la morte non è la fine della vita e, dunque, della Storia. Il novero delle vittime di una guerra non blocca l’arbitrario sbocciare della nascita, del tempo e il suo inesorabile alternarsi di disgrazie e felicità.

See Also

Proviamo, allora, a ricuperare dieci appuntamenti di quella che potremmo definire “Storia laterale del 1945”, date importanti come il naso di gaeni nel racconto di Gogol’, e ben più importanti del naso di Gogol’.

  1. Il 16 ottobre 1945 nella città canadese di Québec viene fondata la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), che si pone l’obiettivo di garantire i livelli di nutrizione nel mondo, aumentare la produttività agricola attraverso le conoscenze tecniche, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. E pensare che il primo tentativo è stato tutto italiano: già Vittorio Emanuele III aveva sottoscritto, insieme ai delegati di altri settantaquattro Stati partecipanti, nel 1904 la nascita dell’Istituto Internazionale di agricoltura (operativo, poi, dal 1908), cui seguì un comitato simile in seno alla Società delle Nazioni nel 1935. Fu infine sotto la spinta del presidente degli U.S.A. Roosevelt – che nel ’43 indisse una conferenza delle Nazioni Unite sull’alimentazione e l’agricoltura – che vennero fuori gli obiettivi che di lì a due anni la FAO, nella sua prima conferenza costitutiva, si poneva.
  1. Il 18 settembre 1945 (dopo 17 pazienti morti e 14 mesi di sospensione delle ricerche a causa dell’invasione nazista) il medico e scienziato olandese Willem Kolff riesce a salvare la sua prima paziente con il rene artificiale da lui e dal suo team inventato e costruito nel 1944 per i pazienti affetti da uremia. La donna si chiamava Sofia Maria Schafstadt e soffriva di problemi al sistema uro-simpatico. Sempre a lui – negli anni a venire – si dovrà la prima macchina cuore-polmone, che nel ’56 salverà un bambino dopo un intervento, e il primo modello e programma cardiaco dedicato al cuore artificiale, il Jarvik 7, che terrà in vita un uomo con il suo primo utilizzo il 2 dicembre del 1982.
  1. Nel dicembre 1945 vengono rinvenuti i Codici di Nag Hammadi. Si tratta di tredici papiri stesi in copto antico (benché traduzioni dal greco attico) ritrovati all’interno di una giara di terracotta da un manipolo di beduini, nei pressi di un monastero cenobita nell’isola di Nag Hammadi (Egitto). I testi contenuti sono per la maggior parte scritti gnostici cristiani (preghiere, libri, esegesi dell’anima, trattati, epistole, invocazioni, Vangeli), ma comprendono anche opere pagane: tre appartenenti al Corpus Hermeticum (scritti filosofici di Ermete Trismegisto, II secolo d.C.) e un brano tradotto dalla Repubblica di Platone. Secondo gli studiosi, sarebbero stati i monaci stessi a nasconderli per metterli in salvo dopo che Atanasio, vescovo di Alessandria d’Egitto, nel 367 inviò una lettera a tutte le chiese d’Egitto affinché venissero considerati canonici solo i ventisette libri del Nuovo Testamento, definendo ogni altro testo eretico. È un rinvenimento molto importante perché di questi testi scomparsi si trovavano tracce già negli scritti dei Padri della Chiesa.
  1. Iniziato agli albori del XX secolo, il lungo viaggio del suffragio femminile – quello illimitato, l’estensione cioè imperitura alle donne del diritto di voto – giunge in Guatemala, in Croazia, Indonesia, Kosovo, Senegal, Serbia, Slovenia, Francia, Togo e in Giappone. Sono passati quasi trent’anni da quando Elizabeth Arden, sì quella dei trucchi e delle creme, regalava il suo rossetto rosso alle donne che marciavano negli anni 18-19 per le strade di New York. Anche in Italia, il diritto di voto alle donne viene esteso (solo) nel 1945, ma la prima espressione di voto risale all’anno successivo. Ma poteva anche andare peggio, se pensiamo che in Città del Vaticano, essendo il voto riservato ai soli cardinali, ed essendo i cardinali solo uomini, il sillogismo aristotelico vuole che le donne siano totalmente escluse dal voto.
  1. Pablo Picasso, sulla scia del Guernica (1937), dipinge un altro monumentale quadro di denuncia bellica: Il Carnaio (conservato oggi al MoMA di New York). È un’opera limite, che genera un prima e un dopo nell’arte della memoria. È vero, c’era già chi aveva provato a raffigurare, a mettere su tela, gli orrori dei campi di concentramento, ma è Picasso che prevede e delinea l’attitudine artistica della Shoah, prima ancora che prenda forma una qualche retorica figurativa degli orrori dell’eccidio. Il pittore spagnolo, infatti, ha la capacità e la sensibilità di creare un immaginario visivo dell’accadimento, di dare cioè volto e consistenza alla barbarie della Shoah.
  1. Isolata già nel 1943 dallo scienziato Albert Schatz nei laboratori della Rutgers University insieme ad altri antibiotici – quali per esempio la clavacina, la streptotricina, la griserina, la neomicina –, la streptomicina viene usata per la prima volta per curare la tubercolosi. È stato il primo a essere scoperto della famiglia chiamata amminoglicosidi e svolge la funzione di inibitore della sintesi proteica ai danni del batterio che, in questo modo, è destinato a morire. Oggi, grazie al progresso della scienza, non è il principale trattamento per i casi (ormai rari) di tubercolosi.
  1. L’americano Percy LeBaron Spencer scopre gli effetti delle microonde sul cibo. In seguito, raccontò di essere un ingegnere, ma in realtà Spencer era un tecnico autodidatta e ciò rende la sua scoperta ancora più geniale. Dopo gli studi e l’apprendistato alla United States Navy (la marina militare a stelle e strisce), nel 1920 inizia a lavorare come tecnico alla Raytheon Company, che si occupava di onde radio. Negli anni ’40, da sempre impegnata nello studio e realizzazione dei radar, la Raytheon produceva magnetron, delle valvole che generano microonde. Mentre vi lavorava vicino, Spencer notò che una caramella che aveva nel taschino della camicia si scioglieva se messa accanto ai magnetron attivati. Fece inoltre la prova con del granturco che, subito diventò popcorn e prese a schizzare per tutta la stanza, e con un uovo che esplose letteralmente. La scoperta che le microonde inducono una rapidissima agitazione termica nelle molecole d’acqua contenute negli alimenti fu alla base del venturo forno a microonde.
  1. Parigi cede a New York lo scettro di capitale mondiale dell’Arte, mentre gli Stati Uniti si preparano a diventare il nuovo fulcro della cultura mondiale. Moltissimi intellettuali lasciano l’Europa della Guerra e dei Totalitarismi per la più libera, fresca, promettente, frizzante e nuova America, in totale controtendenza a quanto era accaduto nel secolo precedente quando tanto da Ovest (l’America) come pure da Est (Russia, Romani) o dal sud (Spagna, Italia) tutti si recavano a Parigi, facendo nascere l’adagio in voga tra fine Ottocento e Novecento: “Chiunque voglia cambiare il mondo, deve vivere a Parigi” (Gertrude Stein).
  1. Nel dicembre 1945, Primo Levi inizia a scrivere Se questo è un uomo, a partire dalla sua esperienza di deportato nel campo di concentramento di Monowitz (lager satellite del complesso di Auschwitz). Ma non per accusare i colpevoli – che lo sono già in quanto tali – ma come testimonianza di un avvenimento storico e tragico. Levi scrive per il bisogno irrinunciabile di raccontare agli altri, di rendere gli altri partecipi. I versi introduttivi ed eponimi dell’opera: “Considerate se questo è un uomo/ Che lavora nel fango/ Che non conosce pace/ Che lotta per mezzo pane/ Che muore per un sì o per un no.” Il romanzo di Levi fu tra i primi memoir di deportati ebrei dai campi di sterminio nazisti.
  1. Viene scoperto il Promezio, cioè l’elemento numero 61, l’unico ancora mancante dalla tavola periodica degli elementi. Il gruppo di ricerca è condotto dal professor Charles DuBois Coryell presso l’Oak Ridge National Laboratory. Si tratta di un metallo tenero nato dalla separazione e l’analisi dei prodotti di fissione dell’uranio irradiato in un reattore a grafite. Per questo, all’inizio gli scopritori gli avevano affidato il nome di “Prometheus”, di colui che ruba il fuoco agli dei. La sua ricerca nasce già agli inizi del ’900; infatti nel 1902 già lo scienziato Bohuslav Brauner e nel ’14 il collega Henry Moseley suggerivano vi dovesse essere un elemento intermedio tra il Neodimio (60) e il Samario (62). Due arrivarono vicini alla scoperta (tra cui un italiano), ma soltanto nel 1945 viene sintetizzato.
What's Your Reaction?
Excited
3
Happy
1
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2020 Queer Magazine

Scroll To Top