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Caro amico ti scrivo, così mi masturbo un po’

Caro amico ti scrivo, così mi masturbo un po’

Dario Cosentino

Lontani ma vicini. Talmente vicini che sembra quasi di toccarsi. Grazie al sexting, che non è di certo un’invenzione della quarantena, tante coppie in sexual distancing hanno la possibilità di mantenere alta la libido. Ma il sesso via messaggi non è di certo a uso esclusivo di chi ha una relazione stabile. Tutt’altro. Scambiarsi messaggi appassionati e performance erotiche in formato multimediale è una pratica ormai largamente diffusa, e a volte diventa il primo passo per conoscere altri utenti online e costruire delle relazioni: un paio di reazioni infuocate alle Instagram stories della vostra crush e l’esca è lanciata. Attenzione, però: il gioco va avanti se trovate terreno fertile dall’altra parte del ripetitore, perché inviare contenuti pornografici senza il consenso del destinatario potrebbe avere come risposta una querela per molestie.

Nei giorni scorsi ho lanciato un sondaggio anonimo sul mio profilo Twitter per avere un piccolo quadro della situazione. I dati sono da prendere con le pinze, perché i sondaggi del social di San Francisco non sono quelli dell’ISTAT, ma in fondo io non so nulla di statistica quindi mi limiterò a enunciarveli.

Su un campione di 1428 persone di ogni orientamento sessuale abbiamo scoperto che il 58% pratica sexting e che ben il 76% di questi si colloca nella fascia d’età che va dai 19 ai 35 anni, seguito dal 20% tra i 36 e i 50 anni e un 3% di over 50. Irrilevante il dato degli under 18, ma Twitter, si sa, non è il social dell’adolescenza.

La frequenza? La gran parte pratica sexting tra 1 e.4 volte al mese ma c’è un 15% che dichiara di farlo più di 15 volte al mese (ah, la quarantena!).

Un punto veloce sulle preferenze sessuali: il 29% lo fa con persone dello stesso sesso, il 65% con persone dell’altro sesso e il restante 6% fa un po’ e un po’.

Ma chi c’è dall’altra parte? Il partner nel 40% dei casi. Il 38% è single e si concede liberamente il piacere del sesso a distanza, mentre il restante 22% ha un partner e fa sexting anche con altre persone, quasi sempre di nascosto (ben l’82% di chi ha una relazione stabile non lo confessa al partner). Possiamo considerarlo un tradimento? Pare di sì per il 78% di loro che, quindi, si autodichiara colpevole (certo, in questa percentuale ci sarà sicuramente chi ha votato solo per dire la sua sull’argomento più scottante di tutta questa storia perché si sa, delle corna altrui piace a tutti parlare). E poi c’è anche un 18% di coppie aperte, di cui il 5% pratica erotismo multimediale con altre persone, ma insieme al partner: dal threesome in su, insomma.

Passiamo alle modalità: solo il 15% usa dei sex toys per regalarsi piacere, alla maggioranza bastano le mani, che nel frattempo però sono impegnate anche a scrivere, a mandare audio o a spedire file. Ben l’80% dei praticanti, infatti, scambia foto e video durante il sexting, il 3% si accontenta di inviare soltanto, mentre il 6% preferisce solo ricevere.

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I canali utilizzati mi hanno un po’ sorpreso: Whatsapp, utilizzato dal 48% del totale dei sexting addicted, la fa da padrone. Il 23% se lo prende Telegram e il 13% usa Instagram, mentre il restante 16% usa altri servizi.
Perché sorprende l’uso di Whatsapp? Perché è uno dei pochi servizi in cui non è possibile inviare contenuti multimediali con una scadenza. Telegram, Instagram e tante altre piattaforme offrono la possibilità di inviare foto e video che si autodistruggono dopo un tempo predefinito o dopo un numero limitato di visualizzazioni e ti avvisano se il destinatario fa uno screenshoot. È vero, il destinatario potrebbe comunque usare degli escamotage per “rubare” il contenuto ma è sempre meglio usare le corrette precauzioni.

Perché se è vero che il sexting è libero dalle malattie sessualmente trasmissibili non è altrettanto libero da gente stronza che potrebbe utilizzare i vostri contenuti più o meno hardcore in maniera impropria. Magari li tiene lì in archivio solo per una sessione onanistica senza connessione, ma potrebbe ad esempio usare le vostre foto e i vostri video spacciandoli per suoi (le app di dating pullulano di profili fake costruiti ad arte con foto rubate) o per quelli di qualcun altro. Oppure potrebbe condividerli con altre persone e, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe usarli per fare revenge porn, pratica illegale ormai all’ordine del giorno che ha portato a volte a tragiche conseguenze.

Divertiamoci e amiamoci via messaggi, ma facciamo sempre attenzione, perché anche il sexting può essere anche pericoloso.

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