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In tempi di battuage

In tempi di battuage

Nicholas Vitaliano

In tempi di Coronavirus, “in tempi di Coronavirus” è la prima espressione di cui è necessario fare a meno. Quindi questa è la prima e l’ultima volta che la leggerete da parte del sottoscritto. Ma, di fatto, siamo in quei tempi lì e non ci possiamo fare nulla.

E, in quei tempi lì, può quasi apparire surreale mettersi a parlare di cruising, o battuage (finto francesismo), o drague (“pesca a strascico”, francesismo vero). Sembra una roba anni ’80, niente di più distante dal mondo ipertecnologizzato che viviamo oggi. Secondo chi vi scrive, invece, è fondamentale. Vi spiego perché: è necessario, prima che riprenda la nostra vita sociale normale, ricordarsi come si affronta vis-à-vis la realtà, anche quella degli incontri di conoscenza o sesso occasionali e fugaci; è utile saperlo anche per chi è nato in una realtà da subito fatta di tante chat e applicazioni per incontrare altri ragazzi e uomini gay (che, va detto, in questa fase delicata, ci appaiono giustamente utilissime per scambiare quattro chiacchiere con altri utenti).

Il battuage, come preferiamo chiamarlo, nasce decenni e decenni fa: ci sono attestazioni certe già a fine Ottocento, molto probabilmente il fenomeno era ben radicato anche prima. Si svolge “battendo il territorio” (espressione da cui deriva appunto battuage, termine fintamente transalpino utilizzato prettamente dagli italiani) da parte di uomini che cercano altri uomini desiderosi di uno scambio, il più delle volte anonimo, il più delle volte di tipo esclusivamente sessuale, che inizi e finisca esattamente là dove è cominciato.

Già, “là” dove? I luoghi dove si verificano questi incontri sono innumerevoli: parchi, parcheggi, aree di servizio autostradali, cinema, pinete, spiagge, wc pubblici, stazioni. Il cuore della grande importanza del battuage sta proprio lì: la necessità di tirare fuori il proprio coraggio e approcciarsi di persona con qualcuno che ci piace e che vediamo a pochissima distanza da noi, in un luogo pubblico, all’aperto, benché nascosto.

Non è semplice, poiché la timidezza spesso rischia di prendere il sopravvento. Ma se, con dedizione e impegno, riusciremo a superare tarli mentali e insicurezze, ne ricaveremo una grande soddisfazione personale anche solamente dopo aver scambiato qualche parola, magari senza concludere subito quella pratica con sospiri e assembramenti vari: una botta di vita per la nostra autostima, garantito.

È ovvio che per effettuare questa pratica occorre molta attenzione e soprattutto occorre non incappare in denunce o sanzioni per atti osceni: il vecchio consiglio della nonna è infatti sempre quello di incontrarsi, scambiare qualche parola, decidere il da farsi e poi appartarsi altrove, per esempio in un’abitazione privata, concludendo la conoscenza come meglio si crede.

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Prossimamente vedremo alcuni luoghi storici di incontro italiani, del passato ma anche del presente, poiché non ci dobbiamo dimenticare che non è affatto una pratica conclusa. Tutt’altro, continua a esserci (quantomeno continuava, sino a inizio marzo 2020, ma siamo certi che riprenderà, forse con ancora più vigore, una volta che la situazione complessiva italiana sarà tornata sicura e normale) ed è una pratica sana, sanissima, se fatta con le dovute attenzioni: anzitutto quella per la salute, e, in secondo luogo, quella per i luoghi prescelti. Il battuage si tiene infatti prevalentemente di sera o di notte e prevalentemente in posti bui, motivo per cui è bene andarci sempre insieme a qualcuno, un amico, un conoscente, anche se poi ci si separa nel momento dell’azione. Sono stati purtroppo frequenti storicamente i malintenzionati che, con la scusa degli incontri, hanno in realtà approfittato per derubare o picchiare diversi poveri malcapitati avventori, magari alla prima esperienza e quindi non sufficientemente abili e smaliziati.

Ricordiamoci anche che, fino ai primi anni 2000, il battuage rappresentava la principale modalità di incontro e conoscenza tra uomini gay (in tantissimi si sono conosciuti in qualche “postaccio” per poi innamorarsi e vivere una felice e lunga vita di coppia), che, almeno in Italia, avevano ben poche altre occasioni di incontro, dato che i locali friendly (discoteche, bar, pub, saune e quant’altro) si contavano sulla dita di una mano e tutti ci ricordiamo bene quel clima di repressione e omofobia che ha ancora oggi purtroppo vasti strascichi e orrende recrudescenze.

Per questo, quando sarà possibile, per tutta la comunità gay sarà importante riappropriarsi anche di questo capitale spazio di libertà. Speriamo presto, molto presto, quando il periodo triste e buio che stiamo passando sarà solamente un vecchio, negativo, sgualcito ricordo.

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