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#apertiatutto

#apertiatutto

Domenico Naso

In questo periodo di clausura forzata mi sono riavvicinato alla scrittura, primo amore abbandonato per nuove avventure, e la continua ricerca di spunti mi ha fatto realizzare ancora di più che mi mancava un punto di riferimento culturale all’interno della comunità a cui appartengo. Che fine hanno fatto i magazine LGBTQI+? Sono abbastanza vecchio per ricordare Babilonia e Aut e i loro mai banali spunti di riflessione, le provocazioni, il racconto di una comunità e della sua lotta quotidiana per la visibilità e l’affermazione. Oggi una cosa del genere non c’è. O almeno non c’è quello di cui personalmente sento il bisogno.

E allora mi sono detto: perché non provarci? Perché non provare a far nascere dalla quarantena qualcosa di bello, di positivo, di inclusivo, di stimolante per chi scrive e per chi legge?
Ho lanciato la sfida sui social e tanti amici vecchi e nuovi hanno deciso incoscientemente di raccoglierla, unendosi a me con entusiasmo e creatività.
Queer non vuole essere e non sarà un magazine esclusivamente per la comunità LGBTQI+ ma un magazine per tutti e che a tutti proverà a portare un punto di vista LGBTQI+ sulle cose del mondo. Vogliamo essere un catalizzatore di idee, spunti, provocazioni, stimoli culturali; un luogo che sia casa per tanti, possibilmente per tutti.
Queer non è un giornale, non ha una redazione, non ha soldi. Forse non troverete ogni giorno decine di articoli nuovi, ma ci saremo solo quando avremo qualcosa da dire, provando a interessarvi, a catturare la vostra attenzione, a stimolare un dibattito, un confronto. Proveremo a trasformare in idee e suggestioni il variegato spettro di umanità che compone la comunità LGBTQI+.

Una comunità che non è un monolito ma un mosaico composito di differenze, di sfumature e di sensibilità. Quello che ci tiene uniti non è l’orientamento sessuale ma qualcosa di più profondo: la voglia (spesso la necessità) di affermare il diritto di ciascuno di essere libero, di essere sé stesso e di cercare la realizzazione personale seguendo la propria natura.
Noi qui vogliamo divertirci percorrendo le montagne russe della cultura senza snobismi di sorta, vogliamo discutere, vogliamo tornare a immaginare un mondo. Un mondo che non vuole essere ideale ma possibile. Un mondo di contaminazioni, di differenze e di arricchimento reciproco.
Questo siamo, questo vogliamo essere: #apertiatutto. Se vi va, siete i benvenuti.

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  • Come mai non citi “Pride il mensile gay italiano” tra i tuoi ricordi? Per 18 anni abbiamo portato avanti la cultura LGBT di qualità in Italia e ben oltre il tempo di BabilIndia e di AUT. Adesso proseguiamo online con lo stesso rigore editoriale.

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